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venerdì, 10 agosto 2007

Il sistema economico a misura d'uomo

EVVIVA EVVIVA!
ANNUNCIAZIÒ ANNUNCIAZIÒ!
Finalmente dopo 91 anni, è stata effettuata una traduzione dell'opera omnia dell'economista tedesco Silvio Gesell: Die naturliche wirtschaftsordung durch Freiland und Freigeld. Questo è stato possibile grazie al lavoro di Francesco Raucea, unico (che io sappia) propugnatore convinto in Italia delle idee di Silvio Gesell, vi consiglio di andare a visitare il suo sito.
Questo economista  eterodosso è famoso per la sua proposte del demurrage: l'applicazione di un interesse negativo sulla moneta, che così con il passare del tempo, perde valore. In contrasto con la tradizione Marxista, e più vicino alle idee di Proudhon, a suo modo di vedere, lo sfruttameto non è riconducibile alla proprietà dei fattori di produzione, ma ad errori strutturali del sistema monetario. In sostanza Silvio Gesell propugna un'economia di mercato senza capitalismo.
Inoltre propone una riforma agrararia che trasferisca tutte le terre allo Stato contro un  indennizzo, e di darlo in affitto al miglior offerente.  I proventi dovranno essere dati alle donne come "assegni familiari" per il lavoro domestico svolto.
Scaricate scaricate scaricate scaricate!

Il sistema economico a misura d'uomo

postato da: LucaPrimavera alle ore 13:11 | link | commenti
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sabato, 04 agosto 2007

Linux nella pubblica amministrazione

Si parla sempre più spesso di software Open Source e del sistema operativo Linux. Ad aumentare l'interesse per questo mondo sempre più conosciuto, c'è sicuramente il nuovo Windows Vista, che per funzionare ha bisogno di computer nuovi e potenti, che costa un bel po' di quattrini, e che presto diventerà l'unico sistema operativo supportato da Microsoft che abbandonerà lo sviluppo di Xp. Naturalmente questi problemi di Vista, si vanno ad aggiungere a tutti quelli che sono propri dei software proprietari, che non permettendo di conoscere il codice sorgente, sono un po' come delle macchine delle quali non si può conoscere come funziona il motore...
Utilizzare Linux è molto più semplice di quanto possa pensare la maggior parte della gente, è gratis, ed è libero, cioè permette di modificare e personalizzare ogni sua parte. L'amministrazione pubblica di Bolzano avendo preso coscienza di questo, ha scommesso sul software open source e su Linux. è bastata un po' di perseveranza, per ottenere un risparmio nelle pubbliche amministrazioni di circa un milione di euro... In un periodo in cui si parla tanto dei costi della politica, vorrei sapere cosa aspettano tutte le altre pubbliche amministrazioni, ma anche tutti noi cittadini, ad usare Linux!
Per saperne di più, per curiosare o per installare vi consiglio il sito italiano della comunità di Ubuntu, la migliore distribuzione Linux attualmente in circolazione.

postato da: LucaPrimavera alle ore 17:29 | link | commenti
categorie: software, linux, open source, pubblica amministrazione
giovedì, 05 luglio 2007

Acquisti verdi per tutti! soprattutto per le Pubbliche amministrazioni

Gli appalti pubblici rappresentano circa il 16% del PIL nazionale. Se questa spesa fosse condotta in maniera socialmente ed ambientalmente responsabile, l'impatto sarebbe enorme. Purtroppo la consapevolezza di questo è decisamente carente. Il Green Public Procurement (GPP), consiste nella possibilità di inserire criteri di qualificazione ambientale nelle ordinarie procedure di acquisto di beni e servizi delle Pubbliche Amministrazioni. Gli acquisti verdi sono un campo che ha possibilità di crescita enormi. Pensate alla quantità di carta che si usa negli uffici pubblici, all'energia elettrica, al riscaldamento: quanti sprechi. E pensate se per fare le stesse cose venissero utilizzati carta ecologica, lampade alogene, o caldaie ad alta efficienza. Un guadagno per tutti, anche per le nostre tasche. Dal punto di vista politico, le pubbliche amministrazioni potrebbero finalmente fare delle azioni coerenti con quanto sbandierato in molte campagne elettorali. Dal punto di vista economico, le imprese operanti nei settori ambientalmente e socialmente responsabili riceverebbero un impulso altrimenti impensabile, con i conseguenti (virtuosi) effetti a catena. Dal punto di vista socio-ambientale, ne guadagnerebbe l'ambiente, la qualità della vita, la sicurezza, e la società nel suo insieme. È in quest'ottica che la Provincia di Torino ha avviato nel 2003 il progetto APE (Acquisti Pubblici Ecologici) con l'obiettivo di supportare la definizione e l'integrazione di criteri ambientali nelle procedure di acquisto di prodotti e servizi. La Provincia di Torino ha ottenuto così un certificato da Procura+, l'iniziativa dell'ICLEI (Coordinamento europeo degli Enti Locali per la sostenibilità) che incentiva gli Enti Pubblici che vogliano iniziare un percorso di Green Public Procurement.

postato da: LucaPrimavera alle ore 20:49 | link | commenti
categorie: sostenibilità, pubblica amministrazione
domenica, 17 giugno 2007

Oggi Esco, domani risparmio

Le Energy Service Company (dette Esco) sono aziende principalmente private che effettuano ristrutturazioni finalizzate ad accrescere l'efficienza energetica di edifici e strutture. Queste aziende, dopo aver effettuato un'analisi finalizzata ad individuare sprechi ed inefficienze, realizzano a proprie spese i lavori nella struttura del committente migliorandone l'efficienza energetica. Questa operazione permette al committente di avere una struttura più moderna, più sicura, a norma, e meno dissipante senza alcuna spesa, o con spese minime. La Esco, dopo aver investito ed effettuato i lavori, prende in gestione la struttura per un periodo transitorio. I proprietari della struttura, continuano a pagare le bollette come se nulla fosse cambiato, mentre la Esco con la differenza fra bollette vecchie e nuove, si ripaga l'investimento e ci guadagna una percentuale. Immaginate cosa possa significare questo per un Ente locale che deve ammodernare l'impianto di illuminazione, o il riscaldamento degli uffici comunali! Un impianto nuovo senza sganciare una lira, rispetto ambientale, e bollette più leggere! Oppure immaginate quanto potrebbe risparmiare e non inquinare un condominio, ristrutturato da esperti di efficienza energetica. Cosa aspettiamo!?

postato da: LucaPrimavera alle ore 14:57 | link | commenti (1)
categorie: sostenibilità
venerdì, 08 giugno 2007

Blackle il motore di ricerca più sostenibile

Se praticamente tutti ormai ammettono che i cambiamenti climatici e l'inquinamento sono problemi che vanno affrontati senza indugi, ecco una piccola proposta concreta. Nella famiglia Google è nato Blackle, un motore di ricerca che risparmia energia elettrica, grazie al colore nero della sua home page. Tutto nasce da un post di questo gennaio del Blog EcoIron dove veniva argomentato che cambiando il colore della home di Google dal bianco al nero si sarebbe risparmiata un sacco di energia elettrica: 3.000 Megawatt/ora all'anno. Il calcolo è disponibile qui. Perchè non cambiare motore di ricerca dunque? Il servizio offerto è lo stesso, e senza cambiare abitudini otteniamo un risparmio di energia. certo non cambieranno esclusivamente con questa azione le sorti del Pianeta, ma un nuovo modello di sviluppo passa anche da qui. No?

postato da: LucaPrimavera alle ore 15:29 | link | commenti
categorie: software
giovedì, 31 maggio 2007

Impronta Ecologica

L' Impronta Ecologica, introdotta nel 1996 da Mathis Wackernagel e William Rees, è uno strumento statistico fortemente innovativo. Partendo dalla presa di coscienza che per mantenere un determinato stile di vita, una popolazione necessita di una determinata quantità di risorse, essa calcola la porzione di territorio necessario per ottenere quello stesso stile di vita. In soldoni, l’impronta ecologica di una popolazione, è la quantità di terra e di mare ecologicamente produttivi, occupati per produrre sia tutte le risorse consumate che per assimilarne i rifiuti, e la superficie forestale necessaria ad assorbire la emissioni di anidride carbonica causate dalla produzione di energia. A partire dal 1999 il WWF aggiorna periodicamente il calcolo dell'impronta ecologica nel suo Living Planet Report. Nel 2003 è stato fondato il Global Footprint Network che si propone di perfezionare sempre più la misura dell'impronta ecologica. In Italia collaborano con il Global Footprint Network il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche e dei Biosistemi dell'Università di Siena, l'Istituto Ricerche Economico Sociali della Regione Piemonte, la società di ricerca e consulenza Ambiente Italia Srl, la Rete Lilliput. Come viene calcolata Le categorie di consumo utilizzate per calcolare questo indicatore sono: gli alimenti, le abitazioni, i trasporti, i beni di consumo, i servizi. Le componenti considerate per sostenere quello stile di vita invece, sono: la terra coltivabile, i pascoli, le foreste gestite, le foreste naturali, le superficie di mare vicino alla costa, la terra urbanizzata, l'uso di risorse non rinnovabili. Per calcolare l'Impronta Ecologica di una popolazione, si mettono in relazione la quantità di ogni bene consumato (es. grano, riso, mais, cereali, carni, frutta, verdura, legumi, ecc..) con una costante di rendimento espressa in kg/ha; si individua così l'area equivalente necessaria per produrre la quantità di biomassa usata da una data popolazione, misurata in ettari globali. Nonostante i pregi di questo indicatore, uno dei limiti dell'Impronta Ecologica, è che riducendo tutti i valori ad un sola unità di misura, distorce la rappresentazione di problemi complessi e multidimensionali. Relativamente all'energia per esempio, vi sono problemi di stima del rendimento: non si fa riferimento all'approvvigionamento da fonti non rinnovabili, non sono considerate altre emissioni inquinanti oltre a quella di anidride carbonica, e nel caso dell'energia nucleare, le scorie radioattive non sono semplicemente conteggiate. Poiché i consumi sono riferiti alle sole risorse rinnovabili, il problema della dipendenza da risorse non rinnovabili non viene misurato. Lo stesso si può dire per la produzione di rifiuti e di materiali non smaltibili. Risultati Da alcuni studi effettuati su scala mondiale emerge che l'impronta mondiale è maggiore della sua capacità bioproduttiva. Nel 1961 l'umanità usava il 70% della capacità globale della biosfera, ma è arrivata al 120% nel 1999. Ciò significa che stiamo consumando più risorse rinnovabili di quanto potremmo, cioè che stiamo intaccando il capitale naturale e che nel futuro disporremo di meno materie prime per i nostri consumi. Secondo il rapporto del Global Footprint Network del 2006, che utilizza dati riferiti al 2003, la biocapacità media mondiale è di 1,8 ettari pro capite, mentre l'Impronta Ecologica media mondiale è di 2,2 ettari pro capite. L’impronta ecologica dell’Italia è di 4,2 ettari per persona, ben al di sopra della media mondiale. Dividendo il numero della popolazione italiana per la superficie di territorio disponibile dell'Italia, si ottiene una capacità biologica di 1,1 ettari a persona. Questo vuol dire che ogni italiano, nonostante abbia un'impronta ecologica di di 4,2 ettari pro capite, potrebbe disporre solo di 1,1 ettari pro capite. Si ha così un deficit ecologico di -3,1 ettari per persona: ci servono altre tre Italie per soddisfare i nostri livelli di consumo e produzione di scarti. Se tutto il mondo vivesse con il nostro stile di vita, sarebbero necessari altri tre pianeta Terra. Se tutto il mondo invece vivesse con lo stile di vita americano, ne sarebbero necessari altri sette. L'Impronta Ecologica degli Stati Uniti è infatti di 9,6 ettari pro capite. Quella della Francia 5,6, della Gran Bretagna 5,6, della Germania 4,5, della Spagna 5,4, della Cina 1,6, e dell'India 0,8. Ma qual è la tua impronta ecologica? Calcolala qui.
Grazie a questo indicatore, possiamo intuire che il problema della povertà, non è possibile risolverlo attraverso la crescita, ma solo attraverso la redistribuzione. I Paesi del Sud del mondo non potranno mai raggiungere i nostri standard di vita per il semplice fatto che ciò non è fisicamente possibile. Allo stesso tempo, la crescita del Sud del mondo è possibile esclusivamente attraverso una riduzione del nostro standard di vita. Il problema della povertà è prettamente politico. Sareste disposti a rinunciare ad alcune delle vostre comodità in nome dell'equità, della sostenibilità, e della giustizia mondiale?


postato da: LucaPrimavera alle ore 15:07 | link | commenti
categorie: sostenibilità
martedì, 29 maggio 2007

Le buone pratiche

Ciao a tutti.
Secondo voi è possibile una crescita economica sempre maggiore e tendenzialmente infinita in un Pianeta che ha delle risorse finite? Secondo voi è possibile continuare a ragionare in termini di Prodotto interno lordo, quando è dimostrato che dopo una certa soglia, l'aumento della ricchezza non determina un aumento di felicità percepita? Secondo voi è giusta, e aggiungerei etica, una società dove il 20% degli abitanti del Pianeta utilizza l'80% delle risorse?
No?
Neanche secondo me.
Questo blog vuole raccogliere ed elaborare quelle che solitamente vengono definite le buone pratiche. Quelle pratiche in ambito economico, politico, sociale e culturale, che tenendo conto dei limiti fisici, sociali, ed antropologici dello sviluppo economico, cercano di costruire un modello di sviluppo, più sostenibile, più giusto, più pacifico, più conviviale. Partendo dalla presa di coscienza che nell'epoca della globalizzazione è necessario pensare globalmente ed agire localmente, questo blog vorrebbe dare e ricevere degli spunti per tirarsi su le maniche ed iniziare a fare qualcosa. Ognuno nel suo piccolo, ognuno nella sua realtà locale.
Un mondo diverso è necessario, è possibile, ed è in costruzione.


postato da: LucaPrimavera alle ore 18:14 | link | commenti (2)
categorie: sviluppo
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